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in anticipo o in ritardo? – dove viaggiare a novembre: Oaxaca (Messico)

2 maggio 2013

Le informazioni che seguono sono tradotte dal libro della collana Eyewitness Travel Travel: Where to go When, curato da Craig Doyle.

Oaxaca - cimitero di San Juan Bautista Valle Nacional (foto di Reforma.imufomot da Wikipedia)

Oaxaca – cimitero di San Juan Bautista Valle Nacional (foto di Reforma.imufomot da Wikipedia)

Il giorno dei morti.

La più messicana delle fiestas è davvero un evento soprannaturale in cui i morti ritornano sulla Terra per comunicare spiritualmente con i loro parenti ancora in vita. Nella città coloniale di Oaxaca, ricca di belle chiese e palazzi costruiti dai colonizzatori spagnoli, e circondata da villaggi indigeni dove delle credenze ancora più antiche continuano a prosperare, le celebrazioni raggiungono il massimo della vivacità.

I messicani in generale considerano la morte un proseguimento, un passaggio in un altro regno, piuttosto che una fine, e, fortunatamente, i defunti ritornano a visitare i loro cari ogni anno nel Giorno dei Morti (2 novembre), comunemente chiamato Dia de los Muertos. A Oaxaca si crede che i defunti arrivino alle 15.00 del 1° novembre e che rimangano per 24 ore, mentre le 24 ore precedenti sono dedicate al ritorno di coloro che sono morti da bambini, conosciuti come angelitos (angioletti).

Il ritrovo tra i viventi e i defunti è almeno tanto gioioso quanto struggente, e l’atmosfera nelle case e nei cimiteri può rivelarsi incredibilmente animata e felice. Le famiglie, per accogliere i propri defunti, creano elaborati “altari dei morti” nelle case: sotto un arco di fronde di palma, fiori e frutti viene collocata una tavola, ornata con foto del defunto, santini, candele, fiori, cibi preferiti, bevande e persino sigarette, affinché il defunto ne possa godere. E per aiutare coloro che ritornano a sapere che hanno trovato la casa giusta, vi saranno teschi di cioccolato o di zucchero, spesso con inciso i loro nomi, e scheletri in miniatura impegnati nel genere di attività che il defunto soleva fare – ballare, giocare a calcio, andare in bicicletta…

Le famiglie decorano anche le tombe dei cari estinti con altri fiori, candele, foto, bevande e teschi e scheletri in miniatura. Il pomeriggio e la sera del 1° novembre passano ore nei cimiteri a conversare con il defunto, rimanendo addirittura per veglie che durano tutta la notte e condividendo mangiare e bere con amici e parenti. Lo spettacolo magico di un camposanto che risplende di centinaia di candele, il brusio delle chiacchiere tra la folla di persone eccitate e spesso gioiose, e la musica e i balli che accompagnano questi ritrovi si trattengono nella memoria.

Il culto dei morti

Tutte le civiltà precolombiane del Messico – gli Aztechi, i Maya, gli Zapotechi, i Mixtechi e gli altri – credevano in una qualche forma di aldilà  ed eseguivano riyuali in onore dei defunti, che spesso includevano feste e offerte alle salme.  I missionari coloniali spagnoli riuscirono a reinterpretare questi eventi sotto l’onnicomprensivo Giorno dei Morti, quando i cattolici pregano per i defunti, da cui la data del 2 novembre per il Dia de los Muertos. Comunque, a tutt’oggi rimangono forti influenze dei credi precolombiani nel modo in cui viene celebrata la fiesta.

  • Diario della fiesta: sei giorni con gli spiriti

Oaxaca è il luogo migliore per vedere i festeggiamenti del Giorno dei Morti. Le attività si estendono dal 31 ottobre al 2 novembre: se vi concedete sei giorni potrete provare l’essenza di questo evento unico ed esplorare la città e i suoi affascinanti dintorni, oppure estendere il viaggio visitando lo Yucatán.

29 ottobre: immergetevi nell’atmosfera nello Zócalo, la verdeggiante piazza centrale della città. Passeggiate su per la Calle Alcalá fino alla sontuosa Iglesia de Santo Domingo. Visitate il Mercato dei Morti, dove vengono venduti fiori particolari, cibo, scheletri di cartapesta e cioccolata e caramelle a forma di teschi.

30 ottobre: per un punto di vista diverso sui mercati del Giorno dei Morti, dirigetevi fuori Oaxaca in uno dei paesini della zona: tra i mercati più grandi ci sono quelli di Zaachila, Ocotlán e Tlacolula, ma controllate in quale giorno si tengono perché varia da luogo a luogo. Di ritorno in città,  l’interessante Museo della Cultura di Oaxaca merita un’occhiata. Di sera godetevi qualsiasi ballo o spettacolo teatrale del Giorno dei Morti.

31 ottobre: ammirate gli altari dei morti nel vostro hotel e nei ristoranti locali. Dopo il tramonto, visitate i cimiteri dei vicini paesi di Santa Cruz Xoxocotlán e Santa María Atzompa, illuminati dalle candele e pieni di gente.

1° novembre: sperimentate il cimitero principale della città, il Panteón General, mentre la gente si riunisce per decorare le tombe e festeggiare. Più tardi, godetevi la vivace parata in costume sullo Zócalo.

2 novembre: per conoscere l’affascinante storia della regione, dirigetevi verso le spettacolari rovine di Monte Albán, l’antica capitale zapoteca dal 200 a.C. al 700 d.C. circa, superbamente situate sulla sommità di una collina. Se di sera volete visitare un altro cimitero, provate quello di San Felipe del Agua.

3 novembre: Oaxaca è un ambiente estremamente vivace per quanto riguarda l’artigianato indigeno, perciò passate il vostro ultimo giorno comprando souvenir, oppure andate fuori città per esplorare di più la zona.

  • Cosa fare e cosa non fare

Sì: nonostante l’atmosfera nei cimiteri e nei dintorni degli altari possa essere sorprendentemente gioiosa e scanzonata, mantenete sempre il dovuto rispetto, poiché questo è anche un avvenimento serio.

No: non fate foto senza chiedere il permesso, a meno che una guida o qualcuno di autorevole vi abbia detto che va bene.

Sì: per una prospettiva impareggiabile delle celebrazioni, unitevi a una classe di decorazione di altari o a un corso di cucina tipica del Giorno dei Morti.

Sì: le agenzie locali offrono tour dei cimiteri e dei mercati, e una buona  guida renderà tutto più accessibile.

  • Informazioni utili

– Arrivare: Oaxaca è in Messico, 400 km a sud-est della capitale Città del Messico. L’aeroporto di Oaxaca è servito da pochi voli internazionali provenienti dagli Stati Uniti, ma i viaggiatori solitamente arrivano tramite voli domestici da Città del Messico. I taxi e i minibus coprono i 6,5 km tra l’aeroporto e la città.

– Muoversi: taxi, collectivos (taxi condivisi) e affollati autobus senza fermate fisse servono i villaggi e i siti archeologi fuori dalla città.

– Clima: a inizio novembre, le piogge estive sono più o meno finite e la temperatura raggiunge una piacevole media di 25°C di giorno, e rinfresca a 13 – 15°C di notte.

– Sistemazione: Hotel Las Golondrinas (doppie da €460 circa), un delizioso alberghetto; Hostal de La Noria (junior suite da €75 circa), una dimora coloniale riconvertita nel cuore di Oaxaca; Misión de los Angeles (doppie €65 circa).

– Mangiare: le specialità della città includono le famose sette moles (salse), cavallette e persino una muffa del mais chiamata huitlacoche. Provate il Restaurante Los Danzantes, che offre piatti innovativi in un’ambientazione d’avanguardia a partire da 6 euro.

– Prezzo per una famiglia di quattro persone: tra i 190 e i 260 euri al giorno, comprensivi di vitto e alloggio, spostamenti locali e biglietti d’ingresso.

– Ulteriori informazioni: www.visitmexico.com

guida di Oaxaca su Wikitravel (EN)

i miei link sul Messico

* la foto è presa da qui

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altre idee su dove viaggiare a novembre

15 ottobre 2012

Ancora dal libro Travel: Where to go When (collana Eyewitness Travel, edizioni DK), le 11 mete consigliate da Craig Doyle per il mese di novembre.

  • Diario itinerante: due settimane in Vietnam

Novembre è l’inizio della stagione più secca dell’anno in Vietnam. In due settimane potete riuscire a mettere insieme un mix di esperienze e farvi un’idea del Paese: partite dalla cosmopolita Hanoi, poi dirigetevi a sud verso Hoi An e godetevi le spiagge lungo la costa prima di esplorare l’area rurale del delta del Mekong e finire a Ho Chi Minh.

Maggiori informazioni: www.vietnamtourism.com

  • Diario dei canali: una settimana sui corsi d’acqua (Borgogna, Francia)

Fate attenzione alle feste del raccolto della zona: ogni anno a novembre Digione mette su la sua fiera gastronomica internazionale al Palais des Expositions e Beaune la “vendita dell’ospizio” (un’asta di vini il cui ricavato va in beneficenza, ndCITS). Alcuni musei e châteaux minori potrebbero essere chiusi per la stagione e ricordate che i musei di Digione sono chiusi il martedì.

Maggiori informazioni: www.burgundy-canal.com

  • Diario marittimo: quattro giorni di sabbia e mare (Bahamas)

A novembre le isole delle Bahamas, orlate di sabbia morbida come un cuscino e di acque di un perfetto color verde-azzurro, sono ideali per oziare in riva al mare. Esplorare tutte le isole richiederebbe diverse settimane, ma quattro o cinque giorni sono sufficienti per provare il meglio di Nassau e Paradise Island più un’escursione alle “Family Islands” (le isole più esterne).

Maggiori informazioni: www.bahamas.com o www.atlantis.com

  • Diario avventuroso: due settimane piene d’azione (Tasmania, Australia)

Viste le lunghe e miti giornate primaverili, novembre è il periodo migliore per un giro della Tasmania. Le sue dimensioni compatte (315 km per 286 km) fanno dell’isola la destinazione perfetta per partire con un’auto a noleggio: in due settimane potete girare la maggior parte delle attrazioni più belle.

Maggiori informazioni: www.discovertasmania.com

  • Diario dal Mississippi: una settimana sul battello a vapore (Mississippi meridionale, USA)

Novembre è un ottimo momento per viaggiare lungo il corso del Mississippi in battello a vapore: il clima mite vi permetterà di godervi al massimo le attività a riva senza l’umidità dei mesi estivi. Prolungate la vostra permanenza visitando altre destinazioni americane, come ad esempio Nashville e Memphis.

Maggiori informazioni: www.neworleansonline.com

  • Diario in gondola: cinque giorni nella città che affonda (Venezia, Italia)

Novembre è un buon momento per visitare Venezia: c’è meno gente, i prezzi degli hotel sono più bassi, e il pallido sole invernale conferisce alla città un’aria eterea. Arrivando durante l’acqua alta, farete l’esperienza di attraversare piazza San Marco sulle passerelle in legno. Cinque giorni bastano per vedere i luoghi turistici principali.

Maggiori informazioni: www.turismovenezia.it

  • Diario metropolitano: una settimana nella città elettrica (Tokyo, Giappone)

Con le sue giornate piacevoli e i cieli blu, novembre è un periodo fantastico per visitare Tokyo. Concedetevi una settimana per avere abbastanza tempo da poter fare gite di un giorno ai santuari e templi di Nikko e a Hakone per le spettacolari vedute del maestoso monte Fuji. Per provare un ritmo più lento, prolungate il viaggio visitando Kyoto.

Maggiori informazioni: www.seejapan.co.uk

  • Diario dallo Stato desertico: otto comodi giorni in treno (Rajasthan, India)

Novembre è il mese ideale per girare il Rajasthan, dato che la calura estiva è passata e le temperature sono generalmente piacevoli. Sul Palace on Wheels, considerato tra i dieci più lussuosi viaggi n treno al mondo, verrete trattati come dei re. Prendete in considerazione di prolungare il viaggio soggiornando più a lungo ad Agra.

Maggiori informazioni: www.rajasthantourism.gov.in

  • Diario dalla laguna: una settimana nel Pacifico meridionale (Aitutaki, Isole Cook)

Novembre ad Aitutaki conserva il clima caldo di cui le Isole Cook godono durante tutto l’anno: è la fine dell'”inverno”, prima della stagione umida, e di solito non c’è il pericolo di cicloni fino a dicembre, ammesso che ve ne siano. Prendete in considerazione di unire al vostro viaggio una visita in Nuova Zelanda.

Maggiori informazioni: www.aitutaki.com

  • Diario dalla costa atlantica: nove giorni nel passato del Ghana

Per sfruttare al meglio il clima novembrino, l’itinerario in qualche modo affannoso di nove giorni potrebbe essere facilmente esteso, con qualche deviazione aggiuntiva, su due settimane. I turisti che hanno più tempo a disposizione potrebbero poi dedicare una terza settimana al lago Volta e alle verdi colline costellate di cascate situate a est di esso.

Maggiori informazioni: www.ghanaweb.com

  • Diario isolano: una settimana di meraviglie naturali (Isola Margarita, Venezuela)

Novembre dovrebbe portare cieli sereni, temperature calde e una rinfrescante brezza dal largo. L’isola ha una dimensione gestibile per restarvi una settimana, che offre tempo a sufficienza per rilassarvi, ammirare la fauna selvatica e godervi inoltre la vita notturna. I turisti potrebbero estendere il viaggio visitando il Salto Angel sulla terraferma.

Maggiori informazioni: www.islamargarita.com

intermezzo musicale #13

16 settembre 2012

Femi Kuti – Sorry Sorry

altre 9 idee su dove viaggiare a ottobre

3 settembre 2012

Ancora dal libro Travel: Where to go When di Craig Doyle (collana Eyewitness Travel, edizioni DK), ecco altre 9 idee sfiziose sulle mete consigliate per il mese di ottobre.

  • Diario del surfista: cinque giorni a Kaua’i (USA)

Ci vuole quasi una giornata intera per fare il giro dell’isola in automobile, quindi, quando volete visitare altre zone, pianificate in anticipo e non partite troppo tardi, poiché a queste latitudini il buio cala abbastanza presto e potrebbe essere difficile ritrovare la strada. A Kaua’i tutto quello che c’è di più importante è il mare e la verdeggiante natura dell’entroterra, perciò rilassatevi e godetevi questo paradiso tropicale.

Maggiori informazioni: www.kauai-hawaii.com o www.kauaidiscovery.com

  • Diario autunnale: sei giorni lungo il percorso del Chianti (Toscana, Italia)

Ottobre è tempo di raccolta di uva e olive, la caccia a cinghiali e tartufi è aperta, e la campagna è avvolta in tonalità bruciate e romantiche foschie. La S222 da Firenze a Siena è la classica via del Chianti e può essere percorsa in un giorno, ma vi perdereste i vigneti, i paesini e una miriade di scoperte da fare nelle strade secondarie.

Maggiori informazioni: www.turismo.toscana.it

  • Diario coast to coast: due settimane in treno da costa a costa (Canada)

Il treno può portarvi dalla costa orientale del Canada a quella occidentale in soli cinque giorni, ma questo vasto e variegato Paese merita di essere vissuto più in profondità, che si tratti di esplorare le arti di Toronto, le spettacolari Montagne Rocciose, o le spiagge lambite dalle onde delle coste dell’Atlantico e del Pacifico.

Maggiori informazioni: www.canadatourism.ca

  • Diario dalla Highway 1: sei giorni guidando per il Big Sur (costa della California, USA)

Per chi ama il puro piacere di guidare è difficile trovare una strada migliore della Highway 1 della California, e i 400 km tra  Monterey e Santa Barbara sono i più emozionanti. Nonostante il viaggio possa essere fatto più velocemente, sei giorni sono l’ideale per gustare questa splendida autostrada costiera, dandovi il tempo per delle incursioni nelle cantine dell’entroterra e per visitare i piccoli villaggi di pescatori e il castello Hearst a San Simeon.

Maggiori informazioni: www.visitcalifornia.com

  • Diario dallo Stato vacanziero: due settimane su per la costa del Queensland (Australia)

Date le distanze notevoli per spostarsi in questo vasto Stato, avrete bisogno di almeno due settimane per assaporare sul serio il memorabile paesaggio del Queensland e godere delle molteplici attività che offre. Partite da Brisbane e risalite verso nord via terra, ma, per risparmiare tempo, al ritorno prendete in considerazione di volare da Cairns a Brisbane.

Maggiori informazioni: www.queenslandholidays.com.au

  • Diario dalla città vecchia: quattro giorni di cultura a Budapest (Ungheria)

L’autunno è il periodo in cui Budapest si presenta al meglio. il numero dei turisti diminuisce e la vita culturale della città riprende dopo la pausa estiva: prendono il via le nuove stagioni cinematografica, musicale, operistica e della danza classica, e quattro giorni vi daranno la possibilità di godervi una varietà di questi eventi e di vedere i migliori musei e gallerie della città.

Maggiori informazioni: www.budapestinfo.hu

  • Diario del pellegrino: otto giorni sull’altopiano del Tibet (Lhasa, Cina)

Oltre alle magnifiche vedute di Lhasa, l’altopiano desertico del Tibet offre alcuni dei panorami più spettacolari del mondo. Fate un viaggio fuori città in 4×4 per vedere i monasteri isolati, le straordinarie montagne himalayane, l’azzurro intenso del lago Namtso, e uno scorcio della vita tradizionale tibetana.

Maggiori informazioni: www.tibet.com

  • Diario dal lungofiume: sei giorni nella Valle della Loira (Francia)

Un itinerario da Orléans a Nantes, seguendo la sponda destra del fiume, può essere percorso in sei giorni, ma c’è talmente tanto da vedere che potrebbe facilmente durare due o tre volte di più. Ottobre è un buon momento per visitare la regione dato che si sarà ridotto il numero di comitive in pullman e che sarà ancora abbastanza caldo per stare all’aperto.

Maggiori informazioni: www.loirevalleytourism.com

  • Diario del tango: quattro giorni nei barrios di Buenos Aires (Argentina)

La diversità e lo spessore culturale di Buenos Aires sono abbastanza da tenervi impegnati per un paio di settimane: quattro giorni, comunque, vi permetteranno di vedere le attrazioni principali e di farvi un’idea del posto. Assicuratevi di passarci una domenica, quando hanno luogo molti degli eventi più suggestivi della città, come mercatini dell’antiquariato e milonghe.

Maggiori informazioni: www.bue.gov.ar

dove viaggiare a ottobre: Timbuctù (Mali)

1 settembre 2012

IMPORTANTE: questo post era stato tradotto ben prima che la situazione politica in Mali precipitasse e che si determinasse l’attuale scissione del Paese tra il sud, governato a partire da marzo 2012 da una giunta militare golpista, e le regioni settentrionali (di cui fa parte anche Timbuctù), controllate dal movimento d’ispirazione salafista Ansar Dine e dichiaratesi unilateralmente indipendenti ad aprile 2012 con il nome di Awazad (per approfondire, clicca qui). Pertanto, il sito Viaggiare Sicuri del Ministero degli Affari Esteri al momento sconsiglia nella maniera più assoluta viaggi in Mali.

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Le informazioni che seguono sono tradotte dal libro Travel: Where to go When, curato da Craig Doyle e pubblicato come parte della collana Eyewitness Travel.

Mali – Grande Moschea di Djenné (foto di Ruud Zwart presa da Wikipedia*)

Il Paese dogon.

Tutti ne hanno sentito parlare, pochi riuscirebbero a localizzarla su una cartina e qualcuno dubita persino che sia mai esistita sul serio. Le strade sabbiose e i vicoli della città vecchia; le tozze case di fango, alcune delle quali recano i nomi degli esploratori che vi hanno soggiornato; il suono penetrante dell’appello alla preghiera che si diffonde fluttuando per il deserto: tutto crea un’affascinante sensazione ultraterrena. Eppure Timbuctù non è l’El Dorado, né Atlantide: il calore allucinante, i venti polverosi e il crocchiare decisamente sahariano del pane sono tutte cose del mondo reale.

Del glorioso passato di Timbuctù rimangono solo vestigia e vaghi ricordi: le torri coniche della Moschea Djingareyber si ergono come fari nel deserto, monumento a un’epoca in cui Timbuctù era il polo culturale dell’Islam in Africa Occidentale. Il fiorente commercio dell’oro che una volta alimentava i sogni degli esploratori che cercavano di raggiungere la città è finito, rimpiazzato dagli ortaggi del grand marché (il mercato principale) e dai venditori tuareg che fuori dagli alberghi, tra una tazza di the stucchevolmente dolce e l’altra, propongono giri in cammello. Tutti vengono a Timbuctù alla ricerca di un sogno che da tempo è stato inghiottito dalle sabbie.

Djenné, situata su un’isola nella piana alluvionale del Niger a sud-ovest di Timbuctù, era un altro importante centro di erudizione islamica e commercio trans-sahariano. A differenza di Timbuctù, tuttavia, la città attualmente si è ritagliata una nicchia come una delle gemme architettoniche dell’Africa e sito del più grande edificio in terra cruda al mondo: l’enorme Moschea di Djenné, che larga e bassa si estende su un lato della piazza principale, le liscie mura di fango trafitte di travi in legno, come un gigante abbattuto da mille frecce. Questo spettacolo surreale si ripete a ovest di Djenné, lungo la falesia di Bandiagara, dove l’intraprendente popolo dogon ha costruito villaggi direttamente sulla parete del dirupo a un’angolazione estremamente precaria. Sopra i villaggi, vengono sepolti degli scheletri all’interno di buie caverne, in un universo governato dal genere di strani costumi e tradizioni che farà spasimare di trepidazione i romantici che sognano il Mali.

Strade pavimentate d’oro

L’obiettivo di più di un esploratore europeo del XVIII e XIX sec. era scoprire una città talmente ricca che si diceva che le sue strade fossero rivestite d’oro. La fama leggendaria di Timbuctù nacque nel Quattrocento, quando la città divenne la principale stazione commerciale per scambiare l’oro originario della foresta degli Akan in Ghana e diretto in Nordafrica con il sale portato giù dalle miniere del Sahara da immense caravane di dromedari dette azalaï. Il commercio del sale è attivo ancora oggi e grandi lastre vengono traghettate sulle piroghe.

  • Diario dell’Africa occidentale: dieci giorni mistici

Ripeto che al momento la Farnesina considera estremamente insicure le regioni occidentali, orientali e settentrionali e sconsiglia qualsiasi tipo di viaggio in tutto il Mali.

Il Mali è una delle mete turistiche più interessanti dell’Africa Occidentale, ma è anche una delle più estese. Gli spostamenti su strada sono lenti e i voli interni limitati, quindi, per rendere giustizia alle attrazioni principali (Timbuctù, Djenné e il Paese dogon) avrete bisogno di almeno dieci giorni, e ancora di più se non andate a Timbuctù in aereo.

giorno 1: acclimatatevi a Bamako, la polverosa capitale del Mali, dove potrete dare un primo sguardo al mitico fiume Niger.

giorno 2: volate a Timbuctù e fate la prima sosta alla Moschea Djingareyber: dal tetto si gode di un’ottima vista sulla città. Dirigetevi al Centre de Recherches Historiques Ahmed Baba (CEDRAB), dove potrete ammirare una straordinaria collezione di libri e manoscritti antichi.

giorno 3: trascorrete la giornata esplorando Timbuctù. La maggioranza degli edifici degni di nota nella città vecchia è fatta di case private e non di musei, perciò sarete fuori al sole per gran parte del tempo. Di sera fate un giro in cammello nel deserto.

giorno 4: in aereo, recatevi nella città di Mopti, un luogo vivace con un porto pieno di piroghe tradizionali cariche di lastre di sale e altri beni di valore nella regione.

giorno 5 – 7: viaggiate in autobus fino al paese di Bandiagara, da dove potrete organizzare un’escursione nel Paese dogon, a cui dovrete accordare tre giorni per esplorare le molte sfaccettature della vita e della cultura dogon, compresi, ovviamente, gli eccezionali villaggi della falesia.

giorno 8: prendete l’autobus per Djenné, dove potrete osservare uno dei mercati più colorati del Mali.

giorno 9: Djenné è abbastanza piccola da poterla vedere a piedi in un giorno. Passate un po’ di tempo ad ammirare la Grande Moschea di Djenné, ma non trascurate gli altri gioielli dell’architettura locale.

giorno 10: tornate a Bamako in autobus (otto ore) e rilassatevi prima del vostro volo di ritorno.

  • Cosa fare e cosa non fare

Sì: camminate fino alle estremità occidentale e settentrionale di Timbuctù e sedetevi sulle dune di sabbia nel bel mezzo del nulla.

Sì: fotografate Djenné a fine giornata, quando l’architettura di mattoni di fango è immersa in una luce misteriosa.

Sì: quando visitate il Paese dogon avvaletevi dei servizi di una guida esperta, preferibilmente un dogon stesso, in modo da evitare di commettere imprudenze culturali.

No: non date oggetti ai bambini, ma restituite al Paese facendo una donazione a un’istituzione benefica, una scuola o un ospedale.

  • Informazioni utili

– Arrivare: Timbuctù è in Mali, nell’Africa Occidentale. I voli internazionali arrivano nella capitale, Bamako, situata a circa 640 km da Timbuctù e alla quale è collegata con voli domestici e piroscafi. Come ho già evidenziato, al momento il Ministero degli Esteri sconsiglia viaggi in Mali a causa della situazione politica particolarmente caotica e della presenza di gruppi islamici di matrice salafista che potrebbero essere affiliati ad al-Qaeda al Maghreb islamico.

– Muoversi: i modi principali per spostarsi sono gli autobus, i taxi brousse e i battelli lungo il Niger. È possibile noleggiare un fuoristrada per andare nel deserto, ma potrebbe rivelarsi difficile e richiedere molto tempo.

– Clima: ottobre segna la fine della stagione delle piogge. Le temperature nel deserto sono calde: di norma a Timbuctù ci sono 38°C, che scendono a 20°C di notte.

– Sistemazione: l’Hotel La Colombe è un albergo al centro di Timbuctù (doppie da €40 circa, tel. +223 292 1435). L’Auberge Le Maafir a Djenné ha l’aria condizionata (doppie da €45, tel. +223 2142 0541), mentre l’hotel LAICO l’Amitié è situato a Bamako in un palazzo multipiano recentemente rinnovato (doppie da €180).

– Mangiare: i ristoranti spartani di solito offrono riso, couscous, pollo e sauce d’arachide (salsa di arachidi). A Timbuctù potrebbero servirvi cammello. Nei piccoli villaggi dogon, i pasti in genere consistono di gombo e (gombo con una pasta di miglio).

– Prezzo per due persone: tra i 65 e i 90 euri al giorno circa, comprensivi di sistemazione, cibo e spostamenti locali (ma non dei voli).

– Ulteriori informazioni: www.officetourisme-mali.com

guida di Timbuctù su Wikitravel (EN)

i miei link sul Mali

* la foto è presa da qui

finalmente è ufficiale!

30 agosto 2012

Dopo anni di indugi, Etihad Airways ha FINALMENTE annunciato che, a partire dal 1° dicembre 2012, offrirà un collegamento diretto da Abu Dhabi a Roma, in partenariato con Alitalia (ma esiste ancora?!).

Questa nuova rotta andrà a integrare il servizio giornaliero già esistente su Milano. Nonostante il piano dei voli non sia ancora presente sul sito ufficiale,  la compagnia aerea  emiratina ha dichiarato che i voli in uscita da Abu Dhabi saranno disponibili su aeromobili Alitalia ogni lunedì, mercoledì, giovedì e domenica. I voli in arrivo da Roma, invece, saranno effettuati di martedì, mercoledì, sabato e domenica. Il costo di un biglietto a/r non è stato ancora pubblicato, ma, dando un’occhiata al sito Internet, dovrebbe aggirarsi sui 700 euri a passeggero.

Finalmente una buona notizia da queste lande desolate!

intermezzo musicale #12

15 agosto 2012

Hindi Zahra – Beautiful Tango